Continua il nostro viaggio nella genitorialità transgender.

La terza puntata della conversazione con la dott.ssa Karin Falconi di AFFIDIamoci: dalla genitorialità biologica all’accoglienza.

Questa volta partiamo da una domanda che considero particolarmente importante:

Essere genitori significa davvero “avere” un figlio?

Quando parliamo di genitorialità, il dibattito tende spesso a concentrarsi sulle possibilità attraverso cui una persona può avere un figlio: il legame biologico, la PMA, la GPA, la conservazione dei gameti e tutte le questioni legate alla possibilità di costruire una famiglia.

Sono temi importanti, ma credo che sia necessario ampliare lo sguardo.

Avere un legame biologico con un bambino non è ciò che, da solo, fa una persona genitore.

Essere genitori significa esserci. Significa assumersi responsabilità, prendersi cura, accompagnare una persona nella crescita e riconoscerne l’individualità e il proprio percorso.

Ed è proprio da questa riflessione che arriviamo all’affido.

L’affido ci porta infatti davanti a una domanda diversa: non soltanto “come posso diventare genitore?”, ma anche “che cosa posso offrire a un bambino che ha bisogno di una persona adulta capace di esserci?”

È un cambio di prospettiva che considero importante anche per le persone transgender.

Per troppo tempo le persone transgender sono state raccontate soprattutto attraverso la propria identità, le discriminazioni subite e le battaglie per il riconoscimento dei propri diritti. Ma una persona transgender può avere desideri e progetti di vita molto più ampi: può desiderare una relazione, una famiglia, dei figli oppure scegliere di mettere le proprie risorse a disposizione di un bambino che ha bisogno di accoglienza.

In questa terza puntata affrontiamo anche il rapporto tra il desiderio degli adulti di diventare genitori e il bisogno dei bambini che una famiglia la stanno già aspettando.

Credo che sia proprio questo uno dei passaggi culturali più interessanti dell’affido: non guardare soltanto al desiderio dell’adulto di avere un figlio, ma anche alla possibilità dell’adulto di diventare una risorsa per un bambino.

Ringrazio ancora una volta la dott.ssa Karin Falconi per avermi coinvolta in questo percorso e per aver creato uno spazio di confronto su un tema che ritengo importante portare sempre più all’interno del dibattito LGBTQIA+.

📖 Leggi la terza puntata dell’intervista su AFFIDIamoci:
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